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Le intercettazioni su Rocchi e Pinzani non riguardano pressioni sugli arbitri, dice il Corriere dello Sport
Una telefonata tra dirigenti del calcio italiano e il suo impatto sul mondo arbitrale: le nuove rivelazioni sulla gestione delle partite dell’Inter.
Le recenti intercettazioni relative a una conversazione tra Gianluca Rocchi, Riccardo Pinzani e Giorgio Schenone hanno sollevato interrogativi nel mondo del calcio italiano. Il Corriere della Sera ha pubblicato dettagli iniziali su queste conversazioni, ma il Corriere dello Sport ha offerto una prospettiva differente, suggerendo che i dialoghi siano stati interpretati fuori contesto. La procura di Milano ha già chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, sottolineando che la telefonata in questione non è ufficialmente agli atti.
La telefonata tra Rocchi, Pinzani e Schenone
Al centro dell’attenzione si trova una telefonata tra il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, il responsabile dei rapporti con i club Riccardo Pinzani e Giorgio Schenone. Durante la discussione, Pinzani avrebbe riferito a Rocchi di essere stato contattato da Schenone, il quale segnalava che il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, avrebbe discusso la questione con Paolo Viglione, capo dell’ufficio legislativo della FIGC. Secondo il Corriere dello Sport, le testimonianze di Rocchi, Pinzani, Schenone e Viglione chiariscono che la telefonata non riguardava l’operato arbitrale o pressioni sulle designazioni.
L’importanza del tema Open VAR
Il tema principale della conversazione era la mancata pubblicazione delle immagini nella trasmissione Open VAR, in particolare quelle riguardanti un presunto rigore non concesso all’Inter durante il match contro la Roma. Schenone avrebbe semplicemente riportato a Pinzani, incaricato di mantenere i rapporti con i club, la mancanza di queste immagini. Viglione, nel suo ruolo di responsabile legale della FIGC, avrebbe espresso un parere positivo sulla diffusione del filmato. Il Corriere dello Sport sottolinea che non ci sono prove di manovre indebite o influenze occulte, e che non esistono intercettazioni dirette tra Marotta e Viglione. La situazione ha portato a una richiesta di archiviazione, poiché non sono stati trovati elementi sufficienti per proseguire con l’inchiesta.