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Mariani criticato per il rigore negato in Inter-Fiorentina
Analisi dettagliata degli episodi controversi durante la sfida tra Inter e Fiorentina, con particolare attenzione agli errori arbitrali.
La recente sfida tra Inter e Fiorentina, giocata allo stadio Meazza, ha acceso numerosi dibattiti per via di alcune decisioni arbitrali controverse. Sotto la lente d’ingrandimento degli esperti c’è stato il direttore di gara, Mariani, la cui gestione della partita non è passata inosservata. Particolare attenzione è stata rivolta a episodi che, secondo molti, avrebbero potuto cambiare le sorti del match. Le decisioni di Mariani hanno suscitato perplessità, sollevando interrogativi sull’applicazione del regolamento e sull’uso della tecnologia a supporto degli arbitri.
Decisioni contestate e il ruolo del VAR
Un episodio cruciale è avvenuto al minuto 24 del secondo tempo, quando Viery ha commesso un fallo su Thuram in area di rigore, allargando la gamba senza possibilità di arrivare al pallone. Inizialmente, Mariani aveva indicato il dischetto, salvo poi cambiare idea. La mancata revisione del VAR per un intervento così evidente ha lasciato molti interrogativi tra tifosi e addetti ai lavori. In precedenza, erano già stati segnalati due mancati rigori: al 36’ per un contatto di Bastoni con il braccio attaccato al corpo e al 37′ per un gesto simile di Pongracic. In entrambi i casi, l’arbitro ha deciso di non assegnare il penalty.
Errori che incidono sul risultato finale
Oltre agli episodi già menzionati, altri momenti della partita hanno visto decisioni arbitrali discutibili. Nei primi minuti, Mariani ha fischiato due falli in maniera particolarmente severa per contatti tra Pongracic e Thuram, e tra Bisseck e Njie. Inoltre, l’Inter ha visto negarsi ben tre calci d’angolo, il terzo dei quali al 5′ del secondo tempo. Al 50′, il fallo di Valdepenas su Thuram, con una chiara trattenuta in area, è stato un altro episodio che avrebbe meritato l’assegnazione di un rigore. La gestione degli episodi da parte di Mariani ha evidenziato la necessità di una maggiore coerenza e trasparenza nell’arbitraggio, soprattutto in partite di tale importanza.