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Manuel Akanji e Breel Embolo raccontano il loro senso di appartenenza in una serie svizzera
Il valore dell’appartenenza e dell’identità culturale: una riflessione attraverso il calcio internazionale e le storie di Manuel Akanji e Breel Embolo.
Il mondo del calcio, spesso riflesso delle dinamiche sociali e culturali, diventa lo sfondo ideale per esplorare temi complessi come l’identità e il senso di appartenenza. La serie documentaristica svizzera “The Belonging” si propone di raccontare le storie di calciatori che vivono tra culture diverse, mettendo in luce le sfide e le esperienze che li hanno formati. Nella sua ultima puntata, la serie si focalizza su Manuel Akanji e Breel Embolo, due calciatori che rappresentano la Svizzera, ma che hanno profonde radici in Nigeria e Camerun rispettivamente. Attraverso le loro storie, si apre una finestra su come questi atleti affrontano il loro passato e le loro scelte identitarie.
La scelta di rappresentare la Svizzera: motivazioni e riflessioni di Akanji
Manuel Akanji, attuale difensore dell’Inter, ha condiviso le sue riflessioni riguardo alla partecipazione nel documentario “The Belonging”. Akanji ha dichiarato che l’invito a partecipare è giunto circa sei anni fa, quando lui e Breel Embolo giocavano in Germania. Secondo Akanji, l’idea di esporre le proprie origini e esperienze era un modo per fornire una comprensione più profonda del loro percorso. Parlando delle sue scelte, il calciatore ha sottolineato come la decisione di rappresentare la Svizzera sia stata sempre sua, senza pressioni esterne. Ha espresso comprensione per la regola che impedisce di cambiare nazionalità calcistica dopo una partita ufficiale, riconoscendo vantaggi e svantaggi, ma ribadendo il suo orgoglio nel rappresentare la Svizzera.
Identità, appartenenza e la gestione delle aspettative pubbliche
Akanji ha affrontato il tema dell’identità con una visione personale e complessa. Alla domanda su cosa significhi per lui essere svizzero, ha ammesso di non avere una risposta definitiva, ma si è detto orgoglioso delle sue radici e della sua famiglia. Ha raccontato di sentirsi spesso sospeso tra due mondi, una sensazione comune a chi cresce tra culture diverse. Akanji ha imparato a integrare entrambe le parti della sua identità, rifiutando di scegliere tra esse. Riguardo alle discussioni pubbliche sulla sua identità e le sue origini, il calciatore ha dichiarato di affrontarle con serenità, sottolineando l’importanza di conoscere sé stessi. Ha inoltre menzionato come questo discorso sia meno presente tra i compagni di squadra, molti dei quali condividono esperienze simili grazie alla doppia cittadinanza. Infine, Akanji ha espresso il desiderio che gli spettatori del documentario comprendano che l’appartenenza non dipende dall’aspetto o dalle origini, ma dal riconoscimento e rispetto reciproco tra le persone.