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L’Inter si lamenta per un rigore non concesso contro la Roma e la Procura archivia il caso


Inter, Rocchi, Marotta e il rigore controverso contro la Roma: un episodio che solleva interrogativi sulla gestione delle immagini VAR e delle comunicazioni tra club e federazione.

L’Inter ha chiuso la stagione 2024-2025 con un amaro secondo posto, superata dal Napoli in una corsa allo Scudetto che ha lasciato i tifosi nerazzurri con l’amaro in bocca. Tra i momenti più discussi dell’annata, spicca la partita contro la Roma a San Siro, terminata con una sconfitta per gli uomini guidati da Christian Chivu. L’incontro è stato segnato da un episodio controverso: un rigore non concesso per un fallo di Evan N’Dicka su Yann Bisseck, che ha infiammato le polemiche e ha sollevato dubbi sulla trasparenza delle decisioni arbitrali.

Il dialogo tra Rocchi e Pinzani: un intreccio di comunicazioni e decisioni

L’incidente del rigore mancato è stato uno degli eventi centrali nelle indagini della Procura di Milano sull’operato degli arbitri. In particolare, una conversazione tra Gianluca Rocchi e Riccardo Pinzani ha attirato l’attenzione degli inquirenti. Rocchi, parlando con Pinzani, ha fatto riferimento al programma ‘Open VAR’, sottolineando che le immagini dell’episodio non furono trasmesse. Questo dettaglio si intreccia con un’intercettazione tra Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, e Giancarlo Viglione, avvocato della FIGC, nella quale si discuteva dell’importanza di mostrare l’episodio incriminato. Rocchi ha affermato di aver ricevuto una chiamata dall’Inter e di aver inviato la clip dell’incidente, ribadendo di voler gestire personalmente le immagini trasmesse durante una corsa Scudetto. Pinzani ha confermato questa posizione, segnalando che le decisioni sugli episodi spettano a Rocchi e non alla conduzione televisiva.

Intercettazioni e comunicazioni: le ombre sull’episodio

Uno degli aspetti più enigmatici dell’intera vicenda riguarda la presunta chiamata ricevuta da Rocchi, che non risulta intercettata. I procuratori hanno sottolineato come questa mancanza di intercettazione possa indicare l’uso di canali di comunicazione alternativi o numeri non tracciati. Questa situazione ha alimentato il dibattito sulla trasparenza delle comunicazioni tra club e federazione, sollevando interrogativi su come vengano gestiti i diritti delle voci degli arbitri trasmesse in TV, che sono di proprietà della FIGC. L’episodio continua a far discutere e a sollevare dubbi su come le decisioni arbitrali possano influenzare il destino di una stagione calcistica. La questione rimane aperta e l’Inter, insieme ai suoi tifosi, attende chiarezza su un episodio che ha segnato profondamente il cammino verso lo Scudetto.


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