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Le pagelle interiste, il 2024 degli attaccanti: c’è vita oltre la Thu-La?
I due titolari restano le colonne portanti di tutto il reparto offensivo: l’addio del cileno ha influito in piccola parte.
THURAM 9: preziosissimo nella seconda parte della scorsa stagione (suo anche il gol Scudetto), autentico bomber all’inizio di questa.
La sua crescita sembra non avere confini, la trasformazione in prima punta è completata ma sarebbe perfino riduttivo classificarlo così. Negli ultimi mesi sta trainando quasi da solo tutto l’attacco: l’Inter sfrutta il suo fisico e le sue doti in progressione per far male, le sue enormi corse, inoltre, non gli fanno perdere il killer instinct.
LAUTARO MARTINEZ 8: il periodo di magra è arrivato, almeno per quel che riguarda le competizioni in maglia nerazzurra del 2024: dopo l’ottimo inizio di stagione 2023/24 è arrivato il fisiologico calo. Purtroppo però, se si eccettua la parentesi brillantissima in nazionale, quest’anno dal punto di vista realizzativo non è stato eccezionale ma neanche pessimo. Sbagliato in ogni caso giudicarlo solo per il numero dei goal fatti: il Toro ci mette carisma e tantissimo lavoro sporco, insomma è una risorsa fondamentale anche se non segna con grandissima costanza.
ALEXIS SANCHEZ 6,5: da gennaio in poi ha messo lo zampino in diverse gare che sembravano bloccate grazie a giocate di classe e passaggi incisivi, si ricorda sopratutto l’avvio dell’azione che ha portato al gol decisivo in finale di Supercoppa. Ha caratteristiche che in pochissimi hanno nella rosa nerazzurra, anche se effettivamente è stato giusto salutarlo a giugno.

TAREMI 5,5: ci si aspettava decisamente di più da uno che ha fatto quasi 100 gol con la maglia del Porto. I primi mesi a Milano si sono rivelati complicati sotto il profilo realizzativo (1 goal e 4 assist il bottino finora) ma non su quello del gioco. Svolge un prezioso lavoro di raccordo e si vede che ha qualità ma gli si chiede di segnare di più. L’Inter credeva di aver trovato un’alternativa di lusso alla Thu-La ma al momento l’iraniano non ha rispettato le attese.
ARNAUTOVIC 6: quarta punta nelle gerarchie, forse qualche volta è stato criticato più di quanto meritasse. Condizionato da diversi infortuni, anche lui ha segnato meno di quanto era lecito attendersi ma comunque il suo apporto non è trascurabile. Ha grande tecnica ma manca di cattiveria sottoporta: resta utilissimo come collante per il gruppo, cosa che non si vede in campo.
CORREA 5: nessuno osa mettere in dubbio le sue qualità, riapparse tra l’altro prepotentemente a Verona, la continuità è il suo più grande nemico. In teoria potrebbe svolgere il ruolo che ha avuto Sanchez nella seconda parte della scorsa stagione, vedremo se saprà essere utile alla causa nei prossimi mesi.