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La Procura di Milano valuta di sentire calciatori nell’inchiesta sulle escort
Indagini della Procura di Milano coinvolgono calciatori di Serie A e internazionali, focalizzandosi su presunti legami con un’organizzazione criminale
La Procura di Milano sta conducendo un’indagine che potrebbe coinvolgere diversi calciatori di Serie A e internazionali. La questione centrale ruota attorno a una presunta organizzazione criminale legata allo sfruttamento della prostituzione, con l’agenzia di eventi MA.DE di Cinisello Balsamo al centro delle attenzioni investigative. Il ruolo dei calciatori in questa vicenda è ancora da definire, ma la possibilità di doverli sentire come testimoni è al vaglio della procuratrice aggiunta, Bruna Albertini, in collaborazione con la Guardia di Finanza.
La complessità delle prove necessarie per coinvolgere i calciatori
Un aspetto cruciale dell’indagine riguarda la necessità di prove concrete per coinvolgere i professionisti del calcio. Secondo quanto riportato da La Presse, non sarà sufficiente che i nomi dei calciatori emergano nelle intercettazioni o nelle chat acquisite. Gli inquirenti necessitano di riscontri probatori che derivino da accertamenti informatici sui dispositivi elettronici degli indagati o da analisi finanziarie, come i bonifici sui conti correnti. Questo approccio metodico è fondamentale per dimostrare un eventuale coinvolgimento diretto dei calciatori come clienti delle escort. Anche se dovesse emergere un loro coinvolgimento, i calciatori non sarebbero comunque accusati di alcun reato, dal momento che ottenere sesso a pagamento non costituisce un reato in sé.
Analisi dei dispositivi in cerca di nomi di calciatori e club
La Procura è impegnata nell’analisi dei dispositivi elettronici per identificare i nomi di 65 calciatori professionisti e di 5 club di Serie A. La strategia prevede l’utilizzo di parole chiave per esaminare i cellulari di Deborah Ronchi, Emanuele Buttini e altri due collaboratori, Alessio Salamone e Luz Amilton Fraga, tutti agli arresti domiciliari. Questi accertamenti sono essenziali per chiarire l’entità dei rapporti tra i calciatori e l’organizzazione. I dispositivi sono stati sequestrati come parte di un’indagine più ampia, che intende fare luce sulle operazioni dell’agenzia di eventi e sui suoi legami con il mondo del calcio.