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La Procura di Milano indaga su presunte manipolazioni audio nel caso Inter-Roma
Le indagini in corso della Procura di Milano sul mondo arbitrale e le implicazioni della mancata presentazione di Gianluca Rocchi.
Le inchieste nel mondo del calcio non sono una novità, e la recente indagine della Procura di Milano aggiunge un nuovo capitolo alla storia delle controversie arbitrali in Italia. Gli sviluppi più recenti riguardano l’interrogatorio dell’ex supervisore VAR, Andrea Gervasoni, mentre l’ex designatore arbitrale, Gianluca Rocchi, ha optato per non comparire davanti ai pubblici ministeri. La situazione si complica ulteriormente con la presenza di cinque indagati legati al settore arbitrale per accuse di frode sportiva e false dichiarazioni.
Le accuse e l’interrogatorio di Andrea Gervasoni
Durante l’interrogatorio, Gervasoni ha dovuto affrontare domande specifiche su un episodio cruciale: il mancato rigore durante la partita Inter-Roma, dove un fallo di N’Dicka su Bisseck non è stato sanzionato. L’ex arbitro ha negato qualsiasi intervento sul VAR che avrebbe potuto influenzare la decisione di richiamare il direttore di gara al monitor. Tuttavia, secondo quanto riportato da FanPage.it, ci sarebbero circa 50 secondi di audio mancanti relativi a quell’episodio. Gervasoni ha dichiarato: “La escludo cento per cento”, riferendosi alla presunta manomissione dell’audio, ma gli inquirenti restano scettici e sospettano possibili tagli artificiosi. Questo ha spinto la Procura a voler acquisire le registrazioni audio integrali per fare luce sulla vicenda.
La strategia di Gianluca Rocchi e la proroga dell’inchiesta
Gianluca Rocchi, al contrario, ha scelto di non presentarsi agli interrogatori, seguendo il consiglio del suo legale, Antonio D’Avirro. D’Avirro ha ritenuto che Rocchi non disponesse degli elementi necessari per affrontare le domande degli inquirenti. Questa decisione solleva ulteriori domande sulla sua posizione e le implicazioni per l’inchiesta. La Procura di Milano ha già avanzato la richiesta di proroga delle indagini per altri sei mesi, dopo che il termine iniziale delle indagini è scaduto una settimana fa. Le autorità intendono proseguire nell’analisi dei fatti per chiarire ogni aspetto di una vicenda che potrebbe avere ripercussioni significative sull’immagine e sull’integrità del settore arbitrale in Italia.