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Inzaghi ha imparato la lezione: una scelta tattica sarà ripetuta solo in caso di emergenza


Il tecnico nerazzurro è orientato a non schierare più parte del centrocampo che ha affrontato Roma e Young Boys.

L’Inter nella sfida di Champions League contro lo Young Boys, ha ricordato a tutti che il cammino verso la gloria europea è costellato di insidie e che, anche davanti a squadre teoricamente meno quotate, il successo non è mai garantito.

In una serata di tensione e incertezza, è stato un lampo di Marcus Thuram a consegnare alla squadra nerazzurra una vittoria sofferta ma preziosa.

Una sfida inaspettatamente ardua

La formazione guidata da Simone Inzaghi, arrivata a Berna con l’intenzione di ottenere un risultato positivo, ha dovuto sudare più del previsto per portare a casa i 3 punti. Contro uno Young Boys agguerrito e mai domo, i nerazzurri hanno trovato pane per i loro denti, combattendo su un terreno di gioco sintetico che ha aggiunto ulteriori difficoltà alla loro prestazione.

Il turnover

In un match caratterizzato da un continuo braccio di ferro tattico, l’allenatore dell’Inter ha deciso di affidarsi a una formazione rimaneggiata, lasciando fuori alcuni titolari in vista di prossimi impegni. Tale scelta si è rivelata una scommessa, con Inzaghi che ha atteso pazientemente gli errori degli avversari per colpire nel momento più opportuno. Alla fine però è stato l’ingresso dei titolari a regalare la vittoria ai nerazzurri: non è questo però l’insegnamento che Inzaghi ha tratto dalla sfida.

Nicolò Barella
Nicolò Barella

La lezione

La preoccupazione per l’assenza di Calhanoglu, fulcro del gioco nerazzurro, getta ombre sulle prossime partite. Inzaghi si trova davanti a un bivio: trovare un sostituto adeguato o ripensare il proprio schieramento per non perdere equilibrio e incisività. Il Giornale sottolinea come Barella, schierato regista nelle ultime 2 partite, serve molto più da mezzala: davanti alla difesa il sardo non riesce ad esprimersi neanche lontanamente ai suoi livelli nonostante il grande impegno. Zielinski e Mkhitaryan non sono all’altezza di Calhanoglu, nessuno lo è, ma schierati da registi sicuramente permetterebbero a Barella di sprigionare tutto il suo dinamismo. Ecco perché sarà difficile rivedere l’ex Cagliari davanti alla difesa in futuro.


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