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Francesco Toldo racconta la sua carriera tra successi, rifiuti e gol a Buffon

tifosi Inter

Francesco Toldo, un’icona dell’Inter che riflette sulla sua carriera tra successi, aneddoti indimenticabili e momenti di grande amarezza.

Francesco Toldo, storico portiere dell’Inter e della Nazionale italiana, ha condiviso numerosi dettagli della sua carriera in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Dall’inizio della sua avventura calcistica, quando il padre tentò di dissuaderlo a favore di un lavoro più stabile, fino ai momenti più gloriosi del suo percorso professionale. Toldo ha ripercorso i suoi esordi, la determinazione nel voler emergere nel calcio, e le scelte che l’hanno portato a diventare una leggenda tra i pali, nonostante le pressioni e le difficoltà incontrate lungo la strada.

Momenti di gloria e le scelte che hanno segnato la carriera di Toldo

Un punto cruciale della sua carriera fu l’arrivo di Julio Cesar all’Inter, che costrinse Toldo a un ruolo secondario. Tuttavia, l’ex portiere non si lasciò abbattere, anzi, si rivolse a Marco Branca affermando con convinzione: “state facendo fuori il migliore portiere del mondo”. Toldo rifiutò offerte prestigiose da club di rilievo come il Liverpool, il Bayern Monaco e anni prima anche il Barcellona, preferendo rimanere all’Inter per perseguire il sogno di vincere con i nerazzurri. Questo desiderio si concretizzò durante la stagione del Triplete, un periodo che Toldo considera il culmine della sua carriera, tanto da decidere di ritirarsi dopo aver raggiunto quel traguardo.

Racconti di gol inaspettati e delusioni indelebili

Tra i ricordi più vividi della sua carriera, Toldo ha raccontato l’episodio in cui segnò un gol a Gigi Buffon in un match contro la Juventus a San Siro. Toldo aveva anticipato al suo allenatore Hector Cuper: “Mister se siamo sotto vado in area e faccio gol”. Sebbene l’esultanza fu di Vieri, Toldo rivendica quel gol come suo al 100%. Un altro momento memorabile fu un gol segnato nuovamente a Buffon, stavolta durante una partitella prima del Mondiale del 2002. Nonostante questi momenti di gloria, Toldo non dimentica il dolore del 5 maggio, una data che segna ancora una ferita aperta nella sua memoria. Questi racconti, tra gloria e amarezza, dipingono un ritratto complesso e autentico di un uomo che ha sempre vissuto il calcio con passione e dedizione ineguagliabili.


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