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I compagni dell’Inter del 1980 ricordano Evaristo Beccalossi con affetto e nostalgia

Lautaro Martinez dell’Inter festeggia il gol con il compagno di squadra Alessandro Bastoni

La profonda eredità lasciata da Evaristo Beccalossi: il ricordo indelebile dei compagni di squadra dell’Inter che vinsero lo scudetto nel 1980.

La scomparsa di Evaristo Beccalossi ha colpito profondamente il cuore del mondo del calcio, soprattutto tra coloro che hanno condiviso con lui momenti di gloria e amicizia. La sua personalità carismatica, unita a un talento calcistico ineguagliabile, ha lasciato un segno indelebile nei compagni di squadra dell’Inter che trionfarono nel campionato 1979/’80. Le loro testimonianze, raccolte da La Gazzetta dello Sport, dipingono il ritratto di un uomo complesso e straordinario, capace di far innamorare chiunque del suo estro e della sua passione per il calcio.

Ricordi di un compagno indimenticabile

Alessandro Altobelli, con cui Beccalossi ha condiviso non solo il campo ma anche una profonda amicizia, ha espresso il suo dolore dicendo: “Era mio fratello. Sono morto anch’io. Soffro per non essere al funerale. Non l’ho mai lasciato e lui non lascerà mai me”. Le parole di Altobelli evidenziano quanto fosse profondo il legame tra i due, simbolo di una squadra unita dentro e fuori dal campo. Graziano Bini ricorda con affetto i momenti passati insieme in ritiro, sottolineando il talento straordinario di Beccalossi con un aneddoto su un incredibile gol segnato contro la Lazio. “In ritiro ridevamo fino alle 4. Segnò un gol incredibile alla Lazio e pensai: ma che roba è? Fortissimo”, ha detto Bini, celebrando l’abilità tecnica del compagno.

Un artista del calcio e della vita

Molti ex compagni di squadra parlano di Beccalossi come di un genio in campo e di un artista nella vita. Gianpiero Marini lo descrive come “solare, intelligente, genio e sregolatezza”, ricordando con affetto i suoi dubbi su quale piede usare per tirare i rigori. Roberto Mozzini e Carlo Muraro ne ricordano l’allegria e la capacità di vivere la vita al massimo, mentre Giancarlo Pasinato lo paragona a leggende del calcio come Totti e Del Piero. Anche Giuseppe Bergomi, che ha debuttato in quell’Inter, conserva nel cuore il ricordo di Beccalossi come un “faro” per la squadra. Gabriele Oriali, infine, ha sintetizzato il sentimento di tutti: “Mi mancherà molto: perdiamo un genio e un amico fraterno. Impossibile non volere bene al Becca”.


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