Tommasi: “Ripresa a porte chiuse? Non so se sia una condizione di sicurezza”

Tommasi: “Ripresa a porte chiuse? Non so se sia una condizione di sicurezza”

Il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi, ha di recente parlato dell’emergenza coronavirus.

Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, ha parlato dell’impatto dell’emergenza coronavirus sul mondo del calcio. Ecco quanto dichiarato in merito.

coronavirus provetta
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“L’accordo raggiunto chiude qui la stagione, rispetto a ciò che si deve percepire. Se anche si tornerà a giocare a giugno e oltre giugno, le speranze rientreranno nel contratto successivo. È una pattuizione di massima, perché ci sono giocatori in scadenza, altri in partenza sicura, altri ancora in trattativa. Ogni situazione individuale andrà adeguata”.

“La nostra posizione è chiara: stabilire condizioni per il futuro in assenza della certezza di ricominciare, è difficile. C’è un tema delicato che riguarda il prolungamento della stagione a luglio. Senza un accordo tra le parti nessuno può prorogare un contratto oltre la sua scadenza. Bisognerà sedersi a tavolino e parlare”

Per poi aggiungere: “Partiamo dall’ipoteso peggiore. Le parole del ministro Spadafora confermano che prima di ripartire dobbiamo mettere al sicuro la salute del Paese. Vuol dire prepararsi all’eventualità che i campionati vengano decretati chiusi. In questo caso l’accordo raggiunto dalla Juventus mi pare una base di partenza

In merito allo stop allenamenti ha poi affermato: “Credo che siamo arrivati dopo un mese e mezzo a capire che dobbiamo allinearci alle direttive della comunità scientifica e del governo. Le immagini che arrivano dagli ospedali ci dicono che il nostro miglior contributo è quello di stare in casa. Chiedete ai tifosi di Brescia e Bergamo se non sono d’accordo con me”

“Sarà necessario certificare l’idoneità fisica e verificare eventuali esiti. La polmonite interstiziale non è una barzelletta. Soprattutto per chi espone il proprio corpo a correre a cento all’ora”.

A proposito di una possibile ripartenza a porte chiuse ha inoltre dichiarato: “Non so se sia una condizione di sicurezza. E non dico solo della salute dei calciatori. Noi non abbiamo paura, siamo dei professionisti. Ma c’è sempre il rischio di spostare tra le città gruppi di persone che possono essere portatori di contagio”

Aggiornato il: 30-03-2020