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Samuele Longo racconta la fortuna di allenarsi con i campioni dell’Inter del Triplete
Samuele Longo riflette sulla sua carriera tra Inter, Mourinho e giovani talenti emergenti del calcio italiano.
Samuele Longo, ex attaccante dell’Inter, ha condiviso con FanPage una riflessione sulla sua carriera, ripercorrendo i momenti salienti del suo percorso calcistico. Cresciuto nel vivace ambiente della Primavera dell’Inter, Longo ha avuto l’opportunità di allenarsi con la squadra del Triplete, un’esperienza che oggi considera un privilegio. Ai tempi della sua giovinezza, l’opportunità di giocare insieme a campioni come Eto’o, Sneijder e Milito sembrava una naturale evoluzione della sua carriera, ma col tempo ha realizzato quanto rara e preziosa fosse in realtà quella possibilità.
Il ricordo dei grandi campioni e la lezione di umiltà
Longo ha avuto la fortuna di incontrare numerosi grandi campioni durante il suo periodo all’Inter. Tra questi, l’attaccante ha espresso particolare ammirazione per Samuel Eto’o, definendolo un “mostro” in campo. Tuttavia, ciò che ha colpito di più Longo è stata l’umiltà e la disponibilità di questi giocatori, spesso già vincitori di tutto ma sempre pronti a sostenere i più giovani. Rodrigo Palacio è stato ricordato per la sua gentilezza, mentre Luca Toni per il suo spirito di squadra. Anche Mauro Icardi, spesso al centro di polemiche, viene descritto come un ragazzo di rara disponibilità. Queste esperienze hanno lasciato un segno indelebile nella memoria di Longo, insegnandogli l’importanza dell’umiltà e della dedizione.
Gli allenatori e il futuro del calcio italiano
Tra gli allenatori, Longo ha avuto modo di lavorare sotto la guida di personalità come José Mourinho e Antonio Conte. Di Mourinho, Longo ricorda un approccio distaccato ma carismatico, mentre di Conte sottolinea l’approccio metodico e insistente, che ha permesso a ogni giocatore di conoscere a fondo i movimenti richiesti in campo. Guardando al futuro del calcio italiano, Longo esprime fiducia in talenti emergenti come Pio Esposito e Niccolò Barella. Di Barella, in particolare, ricorda la grande personalità e le doti fuori dall’ordinario che ha dimostrato già ai tempi del Cagliari. Longo sottolinea come le nuove generazioni siano più fortunate grazie alle maggiori opportunità offerte dai club, che oggi investono di più sui giovani a causa delle mutate condizioni economiche.
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