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Roberto Samaden parla del suo lavoro con i giovani talenti all’Atalanta
Roberto Samaden riflette sul suo passato all’Inter e sul suo contributo allo sviluppo di giovani talenti nel calcio italiano; una prospettiva unica da un esperto del settore giovanile
Roberto Samaden, ex responsabile del settore giovanile dell’Inter, ha recentemente condiviso con il quotidiano Giorno le sue esperienze e riflessioni sul suo passato nel mondo del calcio, in particolare con l’Inter e ora con l’Atalanta. Samaden, che ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo di numerosi talenti che hanno arricchito il calcio italiano, ha parlato delle differenze tra i due club e le sfide affrontate nella gestione di giovani promesse. Grazie al suo lavoro, diversi giovani giocatori hanno avuto l’opportunità di emergere nel panorama calcistico nazionale e internazionale.
La produzione di talenti e le opportunità per i giovani calciatori
Samaden ha sottolineato la differenza fondamentale tra il settore giovanile dell’Inter e quello dell’Atalanta nella “produzione” di calciatori. Mentre l’Inter è stata una piattaforma per molti giovani di talento, all’Atalanta i giovani trovano più spazio per crescere e affermarsi. Questo è dovuto alla tradizione del club bergamasco di formare giocatori legati al territorio, che entrano nel settore giovanile a partire dagli 8-10 anni. Samaden ha evidenziato come l’Atalanta riesca a mantenere un modello di gestione che è europeo per logica e organizzazione. Ha menzionato giocatori come Carnesecchi e Scalvini, che sono diventati esempi di questo sistema, riconoscibili non solo per le loro abilità in campo, ma anche per il comportamento fuori dal campo.
Riflessioni sui talenti del passato e del presente
Nel corso della sua intervista, Samaden ha ricordato molti dei talenti che ha visto crescere, sia all’Inter che all’Atalanta. Tra questi, ha citato i fratelli Esposito, Carboni, Dimarco, Bonazzoli e Di Gregorio. Tuttavia, ha riservato un pensiero speciale per Luca Caldirola, che è stato capitano da giovanissimo fino a 19 anni, e per Giani, recentemente scomparso. Parlando di Mario Balotelli, Samaden ha riconosciuto il suo grande talento e ha espresso un legame affettivo con lui. Inoltre, ha ricordato il giovane Vanheusden, un talento straordinario ma sfortunato, che ha smesso di giocare troppo presto. Infine, Samaden ha espresso la sua gratitudine per l’esperienza all’Inter, specialmente sotto la guida di Massimo Moratti, e la sua determinazione a continuare a lavorare con i giovani, unendo passione e impegno per il futuro del calcio.
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