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Pierre Kalulu dice di perdonare Bastoni dopo l’episodio nel derby d’Italia
Le tensioni della stracittadina di Milano e le reazioni dei protagonisti dopo un derby d’Italia particolarmente acceso tra Inter e Milan.
Il derby d’Italia tra Inter e Milan non manca mai di offrire emozioni intense, sia in campo che fuori. L’ultimo confronto non ha fatto eccezione, con episodi che hanno acceso gli animi, in particolare tra due difensori di spicco delle due squadre. Pierre Kalulu, giovane e talentuoso difensore del Milan, si è trovato al centro di un acceso confronto con il collega dell’Inter, Alessandro Bastoni. Questo episodio ha suscitato reazioni significative, con Kalulu che ha espresso il suo stato d’animo in una recente intervista.
Kalulu riflette sull’episodio con Bastoni e sottolinea l’importanza di concentrarsi sul campo
In un’intervista concessa a Sky Sport, Pierre Kalulu ha condiviso le sue sensazioni riguardo all’episodio accaduto durante il derby. Il difensore ha ammesso di sentirsi “molto nervoso” dopo il confronto con Alessandro Bastoni. Tuttavia, Kalulu ha mostrato maturità sottolineando l’importanza di non soffermarsi troppo sulle parole e di concentrarsi invece sul proprio ruolo in campo. Ha dichiarato: “Quando succedono queste cose è meglio parlare poco perché tanto perché dire troppe cose non serve a niente. Non sarà quindi un discorso che mi riguarda, io devo pensare al campo”. Questo atteggiamento mette in luce la sua determinazione a mantenere la concentrazione sul suo gioco, piuttosto che sulle controversie.
Il perdono di Kalulu e la necessità di guardare avanti
Alla domanda se avesse sentito le scuse di Bastoni, Kalulu ha risposto: “No, non ho visto né sentito cosa ha detto Bastoni. Sì, lo perdono dentro di me”. Queste parole dimostrano la volontà del difensore rossonero di chiudere la questione e andare avanti, concentrandosi sulle prestazioni future. Kalulu ha riconosciuto che l’episodio continua a tormentarlo, ma ha espresso il desiderio di superare il passato con un semplice “peccato”. Questo mostra come, nonostante le tensioni in campo, i giocatori siano spesso in grado di mettere da parte gli attriti personali per il bene della squadra e della loro carriera.
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