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Massimo Moratti elogia Antonio Conte e riconosce il valore del Napoli
Massimo Moratti riflette sull’attuale panorama calcistico e sul futuro dell’Inter sotto la guida di Christian Chivu, analizzando le dinamiche psicologiche che influenzano le prestazioni della squadra.
All’indomani di un avvincente pareggio a San Siro, l’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, ha espresso le sue opinioni ai microfoni di Radio Tutto Napoli. La partita, che ha visto due squadre di grande valore sfidarsi con intensità, ha lasciato molti spunti di riflessione. Moratti ha elogiato il carattere delle due squadre, sottolineando come entrambe abbiano interpretato la gara con serietà e determinazione, nonostante le polemiche che spesso circondano questi incontri di alto livello. Il pareggio, secondo Moratti, è stato un risultato equo, rispecchiando la qualità vista in campo.
Il peso del passato e il ruolo di Christian Chivu nella gestione della squadra
Un tema centrale delle riflessioni di Moratti riguarda la gestione psicologica dell’Inter, soprattutto in relazione alle difficoltà incontrate contro squadre di primo livello come Juventus, Milan e Napoli. Moratti ha indicato che il problema risale alla scorsa stagione, quando l’Inter ha mancato vittorie cruciali che hanno compromesso il campionato. Ha evidenziato come Chivu, attuale allenatore della squadra, sia stato abile a ricostruire la squadra dal punto di vista mentale, affrontando l’eredità psicologica delle sconfitte passate, inclusa la pesante perdita nella finale di Champions League. Secondo Moratti, il limite dell’Inter è più psicologico che tecnico, un aspetto su cui Chivu sta lavorando con dedizione.
Il futuro dei presidenti tifosi e l’evoluzione della classe arbitrale
Moratti ha anche espresso la sua opinione riguardo alla figura del presidente tifoso nel calcio moderno. Ha riconosciuto che oggi è difficile avere presidenti come lui o De Laurentiis, a causa dei crescenti costi di gestione di una squadra di calcio. Questo scenario facilita l’ingresso di fondi che, sebbene rendano il calcio più anonimo, permettono di mantenere squadre competitive. Inoltre, ha discusso l’evoluzione della classe arbitrale e l’uso del VAR, affermando che rispetto al passato, la situazione è migliorata. Tuttavia, ha criticato alcune regole come il fuorigioco millimetrico e l’interpretazione statica di certe azioni al VAR, sottolineando che il calcio è un gioco in movimento e non tutto può essere deciso da un fermo immagine.
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