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L’Inter valuta il ricorso contro l’ammenda di 50.000 euro nel caso Audero
Le implicazioni legali e sportive del ricorso dell’Inter sul caso Audero: un’analisi approfondita delle decisioni del Giudice Sportivo e delle strategie possibili per il club nerazzurro.
Le recenti decisioni del Giudice Sportivo riguardo al ‘caso Audero’ hanno scatenato un vivace dibattito nel mondo del calcio italiano. L’Inter, attualmente guidata da Christian Chivu, si trova a dover valutare attentamente la possibilità di presentare un ricorso contro le sanzioni ricevute. Secondo l’avvocato Michele La Francesca, esperto di diritto sportivo, la situazione presenta diverse sfaccettature che meritano un’analisi dettagliata. La Francesca ha condiviso le sue riflessioni su un lungo thread pubblicato su X, delineando i pro e i contro di un’eventuale azione legale da parte del club milanese.
La sanzione e i precedenti: un confronto necessario
In base alle decisioni del Giudice Sportivo, l’Inter ha ricevuto un’ammenda di 50.000 €, la massima prevista, oltre a una diffida specifica. L’avvocato La Francesca sottolinea che, nonostante siano state riconosciute due attenuanti, la sanzione pecuniaria applicata risulta particolarmente severa. Un confronto interessante può essere fatto con un episodio simile avvenuto durante Genoa-Lazio del 2025, dove, nonostante un’interruzione della partita più lunga, la sanzione inflitta fu di soli 25.000 €. In questo contesto, il principio di proporzionalità diventa cruciale, poiché applicare la massima pena appare sproporzionato rispetto ai recenti precedenti giuridici.
Strategie difensive e rischi di un ricorso
L’Inter potrebbe avvalersi di un’ulteriore attenuante, dimostrando l’adozione di un modello organizzativo e gestionale efficace, già considerato in casi precedenti. In tal caso, il club potrebbe ottenere l’esenzione da responsabilità. Tuttavia, La Francesca avverte che la Corte Sportiva d’Appello potrebbe riesaminare l’intero caso, mettendo in discussione le attenuanti già riconosciute e adottando eventuali sanzioni accessorie. Un elemento critico riguarda la dissociazione dai comportamenti violenti, che deve essere manifestata in modo corretto. La decisione finale della Corte potrebbe quindi modificare significativamente l’esito del reclamo, rendendo l’esito del ricorso incerto, anche se i motivi per procedere sembrano solidi.
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