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La rivelazione di Bisseck e quella scelta che gli ha cambiato la vita

Il difensore tedesco ha ripercorso i tratti salienti della sua giovane carriera.
Yann Bisseck a Sport Bild è tornato sulle difficoltà che ha avuto negli anni scorsi quando era ancora un giovane di belle speranze.
“In Portogallo (al Vitória Guimarães nella stagione 2020/21, ndr) si parlava inizialmente di puntare sui giovani, ma poi la strategia cambiò”.
La prima svolta
“Era la mia terza esperienza in prestito e non stava funzionando. […] Poi arrivò un messaggio inaspettato dal padre di Noah Holm, un mio compagno di squadra. Si trattava di David Nielsen, allenatore dell’Aarhus, che aveva sentito da suo figlio del mio potenziale e mi voleva in squadra”.
La decisione
“All’inizio ero scettico: ‘Cosa ci faccio in Danimarca?’ pensavo. Ma decisi di provarci. Guardandomi indietro, è stata la scelta migliore della mia vita. Nel secondo anno arrivò anche Uwe Rösler, e con lui le cose migliorarono ulteriormente ad Aarhus”. L’Inter poi lo acquistò proprio dalla squadra danese.

Il retroscena
“Quando ero a Guimarães, gli infortuni erano frequenti e pensavo: forse è meglio lasciar perdere e riprendere il mio piano originale di studiare medicina. Mi chiedevo se fossi davvero fatto per il calcio professionistico e sono arrivato a un passo dal mollare. Fortunatamente, c’erano persone che credevano ancora in me e mi davano forza. Una di queste era Vito Leccese, scout del Chelsea e originario di Colonia, che durante la stagione 2017/18 cercò persino di portarmi a Londra”.
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