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Inzaghi e il patto segreto con Calhanoglu: cosa c’è dietro?

Sembrava una normale vigilia di un derby milanese ma per vari motivi il centrocampista turco è diventato un argomento molto discusso.
Ogni derby ha una storia unica, ma per Hakan Calhanoglu il significato di questa sfida va oltre la semplice rivalità cittadina. Il centrocampista turco, passato dall’altra sponda di Milano con una scelta che fece discutere, è ormai un punto fermo dell’Inter. La sua crescita sotto la guida di Simone Inzaghi lo ha trasformato in un leader, capace di trascinare la squadra nei momenti chiave. Le dichiarazioni rilasciate in patria qualche settimana fa hanno rafforzato il legame con i tifosi nerazzurri: ha rifiutato il Bayern Monaco per restare a Milano a causa di motivi ben precisi. Un gesto forte, che lo ha reso ancora più simbolico per il popolo interista. Tuttavia il turco ora è al centro di un caso per via di un’altra intervista.
Fischi, rivalità e una sfida da protagonista
Stasera, però, ogni discorso tattico e di mercato passerà in secondo piano. San Siro lo attende con un’atmosfera carica di tensione, e tra gli avversari ci saranno tanti volti conosciuti. Per i tifosi del Milan, Calhanoglu è ormai un bersaglio fisso, e i fischi non mancheranno. Un’accoglienza a cui è abituato e che, spesso, lo ha spinto a dare ancora di più. L’ultimo gol segnato ai rossoneri risale a settembre 2023, un’attesa lunga che potrebbe trovare la sua conclusione proprio nel momento più atteso. Nella mente di Hakan c’è un pensiero chiaro: lasciare il segno in un’altra notte che conta.
La strategia di Inzaghi per il finale di stagione
Negli ultimi giorni, come riporta la Gazzetta dello Sport, Calhanoglu e l’allenatore hanno discusso di un aspetto fondamentale per le prossime settimane: la gestione delle energie. Con tanti impegni ravvicinati e traguardi ancora da raggiungere, l’obiettivo è mantenere il turco al massimo della forma. L’idea è chiara: evitare sforzi eccessivi, preservarlo nelle fasi finali delle partite per averlo al meglio in quelle più importanti. Il primo segnale di questa strategia è arrivato contro l’Udinese, quando il regista nerazzurro ha lasciato il campo prima del fischio finale. Un piano che potrebbe ripetersi anche nelle sfide cruciali che attendono l’Inter tra campionato e Champions League.

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