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Inter: perché le scelte di Inzaghi continuano a lasciare tutti perplessi?

C’è una frase molto ricorrente tra i tifosi nerazzurri in queste ultime settimane: il giornalista Fabrizio Biasin non si trova molto d’accordo.
L’Inter si avvicina all’andata delle semifinali di Coppa Italia contro il Milan in una situazione delicata. Non solo la sfida con i cugini rossoneri è di fondamentale importanza, ma i nerazzurri si presentano con alcune pesanti assenze che mettono a dura prova le scelte di Simone Inzaghi. Lautaro e Dumfries, due pilastri della squadra, non ci saranno, così come Zielinski e Taremi, che completano un quadro già complicato per l’allenatore. La squadra dovrà fare i conti con alcuni aspetti che potrebbero rafforzare gli avversari e una serie di infortuni che potrebbero influire sulle prestazioni.
Le sfide di Inzaghi: equilibrio e necessità
Fabrizio Biasin, nel suo editoriale per Tuttomercatoweb.com, ha messo in luce la complessità della situazione in casa nerazzurra. Inzaghi si trova davanti a un compito arduo: gestire una rosa ridotta e affrontare un calendario intenso. Ogni partita da qui alla fine di aprile è fondamentale, ma la difficoltà sta nel trovare un equilibrio tra le esigenze immediate della squadra e il rischio di compromettere il finale di stagione di alcuni giocatori. Biasin sottolinea come ogni decisione, ogni cambio, deve essere ponderato con molta attenzione, per evitare di danneggiare la condizione fisica di chi potrebbe risultare fondamentale nelle prossime settimane.
Inzaghi deve scegliere senza margini di errore
Ogni partita, ogni minuto di gioco, diventa decisivo per la corsa ai trofei. Le scelte dell’allenatore dovranno necessariamente bilanciare le esigenze della Coppa Italia con quelle della Serie A e della Champions League, rendendo ogni mossa vitale. L’allenatore logicamente è giudicato sempre in base alle sostituzioni operate, a tal riguardo il giornalista esprime il suo parere in maniera piccata su un luogo comune dei tifosi nerazzurri: “Ecco perché dire ogni santa volta “ma che cambi fa” non ha alcun senso: significa non aver compreso la differenza tra dover affrontare una singola competizione e… doverle affrontare tutte quante“.

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