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Fabio Capello critica duramente gli arbitri spagnoli e li definisce una “mafia”
Fabio Capello e il duro attacco alla classe arbitrale, tra richieste di riforma e paragoni con Calciopoli: l’ex allenatore non risparmia critiche.
Fabio Capello, noto ex allenatore di club prestigiosi come il Milan e il Real Madrid, ha recentemente espresso il suo punto di vista sulla questione arbitrale in un’intervista rilasciata a Marca. L’occasione è stata fornita dallo scandalo che ha coinvolto Enriquez Negreira in Spagna. Le dichiarazioni di Capello non sono state certo diplomatiche, anzi, hanno sollevato un polverone nel mondo del calcio, mettendo in discussione l’integrità e la competenza della classe arbitrale.
La critica di Capello alla classe arbitrale e la proposta di includere ex giocatori nel VAR
Capello non ha usato mezzi termini, definendo la classe arbitrale una vera e propria “mafia”. Secondo l’ex tecnico, la mancanza di esperienza diretta nel gioco del calcio da parte degli arbitri è un problema cruciale. Ha sottolineato come spesso le decisioni prese in campo siano errate proprio perché i direttori di gara non hanno mai giocato a livelli professionistici: “Non vogliono contare sugli ex giocatori per il VAR, gente che conosce i movimenti del calcio…”. Capello suggerisce che l’inclusione di ex allenatori o giocatori nel processo decisionale del VAR potrebbe migliorare notevolmente la qualità delle decisioni. Durante la sua intervista, ha citato un’analisi condotta con la UEFA su venti rigori: di questi, solo sei erano effettivamente giusti a suo avviso, mentre gli altri quattordici non avrebbero dovuto essere concessi. Questa proposta mira a portare maggiore competenza e precisione nelle decisioni che influenzano le partite.
Il confronto con Calciopoli e le critiche alla giustizia sportiva spagnola
Capello ha anche messo a confronto lo scandalo di Calciopoli in Italia con la situazione attuale in Spagna, lanciando una critica alla giustizia sportiva iberica. Ha ricordato come la Juventus sia stata retrocessa in Serie B, nonostante non avesse mai pagato gli arbitri: “La Juventus non ha pagato gli arbitri, eppure la squadra è stata mandata in Serie B“. In contrasto, in Spagna, dopo lo scandalo legato a Negreira, non ci sono state conseguenze simili. Capello ha sottolineato come in Italia ci sia stata un’azione decisa che ha portato a sanzioni severe, mentre in Spagna, a suo avviso, non è successo nulla. Questa differenza di trattamento, secondo Capello, mette in luce una discrepanza significativa nell’approccio alla giustizia sportiva tra i due paesi, sollevando interrogativi sulla gestione delle situazioni di crisi nel calcio internazionale.
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