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Altobelli ricorda le sfide contro il Bodo e parla di Lautaro e Pio Esposito
Il fascino delle sfide storiche e l’evoluzione dell’Inter: dal Bodo/Glimt ai nuovi protagonisti contemporanei.
Nel prepartita di Bodo/Glimt-Inter, una sfida che evoca ricordi suggestivi per molti tifosi nerazzurri, Prime Video ha raccolto le parole di Alessandro Altobelli, storico attaccante dell’Inter. Altobelli ha vissuto in prima persona il primo incontro tra le due squadre, risalente alla Coppa delle Coppe 1978-1979. In quell’occasione, l’Inter prevaleva con un netto 5-0 a San Siro, con Altobelli protagonista di una tripletta. La trasferta in Norvegia rimane viva nella memoria per le condizioni climatiche avverse e per le particolari circostanze di gioco. Tuttavia, il Bodo/Glimt di oggi rappresenta una sfida diversa e più complessa per l’Inter.
Le sfide del presente: Lautaro Martinez e la nuova generazione
L’attuale Inter, guidata da Christian Chivu, si affida a figure carismatiche come Lautaro Martinez per affrontare le sfide contemporanee. Martinez ha da poco superato Altobelli nella classifica dei cannonieri di campionato, e l’ex attaccante gli augura di continuare a crescere anche nelle competizioni europee. Altobelli sottolinea la passione di Lautaro per il club e la città di Milano, un elemento che lo ha spinto a rimanere nonostante le numerose richieste ricevute. La sua leadership e capacità di segnare lo rendono un simbolo della nuova Inter, con l’aspirazione di vincere campionati e coppe. ‘Di lui mi piace la passione per l’Inter, per Milano, per i compagni; è rimasto nonostante le richieste che ha avuto’, commenta Altobelli su Prime Video.
Pio Esposito: la sorpresa in attacco
Oltre ai veterani, l’Inter può contare su giovani promesse come Pio Esposito. Altobelli, che conosce Esposito da lungo tempo, lo descrive come un giocatore dal grande carattere e personalità. Esposito si distingue per la sua capacità di lottare su ogni pallone e per la sua disponibilità verso la squadra. Altobelli nota che il giovane attaccante deve imparare a gestire le forze durante i 100 minuti di gioco, ma riconosce in lui qualità che ricordano grandi del passato come Roberto Bettega. ‘Chi mi ricorda? Roberto Bettega, forte dentro l’area di rigore e con grande carattere e personalità. Un grande lottatore’, afferma Altobelli.
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