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Sandro Mazzola racconta il suo legame con l’Inter e ricorda il padre Valentino

Tifosi Inter

Un viaggio tra ricordi e aneddoti di Sandro Mazzola: dall’infanzia segnata da Superga all’amore eterno per l’Inter, passando per incontri storici e decisioni di mercato incompiute.

Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano e simbolo indiscusso dell’Inter, si apre in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, condividendo aneddoti e riflessioni su una carriera straordinaria e su una vita segnata da eventi memorabili. Con un passato intrecciato al destino del padre, Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, Sandro ricorda con affetto quegli anni lontani, quando la tragedia di Superga cambiò per sempre il corso della sua esistenza.

I ricordi indimenticabili di una carriera tra successi e incontri con grandi campioni

Mazzola rievoca momenti cruciali della sua carriera, come la partita del 10 giugno 1961, Juventus-Inter, che segnò il suo debutto significativo. Nonostante una prima metà disastrosa, riuscì a segnare il gol della bandiera, un episodio che segnò l’inizio della sua affermazione nel calcio. “Il nostro gol”, ricorda, fu l’inizio di un percorso che lo vide alzare la Coppa dei Campioni dopo una doppietta storica contro il Real Madrid. Durante quella finale, Luisito Suarez lo risvegliò dal suo stato di contemplazione verso Di Stefano e Puskas, con un semplice “Oh, svegliati”. Dopo la vittoria, Di Stefano gli disse: “Sei degno di papà”, una frase che Mazzola non ha mai dimenticato.

Un amore eterno per l’Inter e i legami con compagni e dirigenti

Mazzola sottolinea l’importanza dell’Inter nella sua vita, definendola la sua “salvezza”. Dopo la tragedia di Superga, Benito Lorenzi dell’Inter portò scarpe e pallone a Cassano, aiutando la famiglia Mazzola a superare quel momento difficile. Sandro ricorda con affetto come l’Inter, e in particolare la famiglia Moratti, abbiano sempre rappresentato un punto di riferimento. Mai ha pensato di tradire l’Inter, nonostante le offerte allettanti da parte di Agnelli. Le sue scelte sono sempre state dettate dal cuore, e oggi Chivu, allenatore dell’Inter, riceve il suo incitamento per portare un altro scudetto a casa.

La visione strategica di Mazzola nel calciomercato e il rapporto con i colleghi

Durante gli anni da dirigente, Mazzola si è reso protagonista di decisioni importanti, alcune delle quali non si sono mai concretizzate. Racconta di aver acquistato Platini, ma il contratto non venne mai finalizzato. Con Falcao, la firma fu bloccata da interventi esterni. Tuttavia, il suo capolavoro resta l’acquisto di Ronaldo, un colpo di mercato che ha segnato un’epoca. I rapporti con i colleghi, come quello con Facchetti, si sono sempre basati su rispetto reciproco e comprensione, anche di fronte a incomprensioni iniziali. Mazzola esprime rammarico per non aver potuto opporsi a certe decisioni dirigenziali, come l’esonero di Gigi Simoni, una decisione che non avrebbe voluto avvallare, ma che rispettò per il bene dell’Inter.


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