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Ivano Bordon dice che i Mondiali senza l’Italia hanno perso interesse
Ivano Bordon: Una carriera tra la porta dell’Inter e il trionfo mondiale, il viaggio di un portiere dallo spirito indomito.
Ivano Bordon, portiere leggendario e figura iconica del calcio italiano, ha vissuto una carriera straordinaria, intrecciando il suo destino con quello dell’Inter e della Nazionale. A 75 anni, Bordon riflette sulla sua esperienza, ricordando momenti chiave che lo hanno visto protagonista sia come giocatore sia come allenatore. La sua storia inizia a Marghera, dove la passione per il calcio lo ha spinto verso una strada che avrebbe portato a successi inaspettati e traguardi prestigiosi.
Il trionfo mondiale e la passione per il calcio
Nato con una passione per il pallone, Bordon ha vissuto il momento più alto della sua carriera durante i Mondiali di Spagna 1982. “Quei mondiali sono stati il massimo”, racconta Bordon in un’intervista a Il Gazzettino. La sua dedizione al calcio è stata costante, manifestandosi anche nel ruolo di allenatore dei portieri della Nazionale. Con un amore per il calcio che lo ha accompagnato in ogni fase della sua carriera, Bordon ricorda con affetto i giocatori con cui ha collaborato, tra cui Buffon, Peruzzi e Amelia.
Il viaggio dall’infanzia a Marghera alla consacrazione all’Inter
Bordon ha iniziato la sua avventura calcistica a Marghera, dove il calcio era parte integrante della sua famiglia. Cresciuto in un ambiente modesto, è stato selezionato dall’Inter a soli 15 anni, dove ha trascorso gran parte della sua carriera. “Tifavo per l’Inter, ma non potevo immaginare che dai 15 ai 32 anni avrei vissuto con la maglia dell’Inter”, ricorda Bordon. La sua crescita come giocatore è stata veloce e significativa, culminando nel suo esordio in Serie A e nei successi con la squadra nerazzurra, tra cui lo scudetto del 1979/80.
Le doti di un grande portiere
Conosciuto per la sua reattività e agilità, Bordon si è guadagnato il soprannome di Pallottola per la rapidità dei suoi movimenti. Ha avuto l’opportunità di giocare contro alcuni dei migliori calciatori della sua epoca, da Pelé a Maradona, e condivide un profondo rispetto per i suoi compagni di squadra e avversari. Guardando al passato, Bordon esprime gratitudine per le esperienze vissute e per l’impatto che ha avuto nel mondo del calcio, sia a livello nazionale sia internazionale.