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Inzaghi pronto a fare la storia: cosa nasconde davvero il suo contratto con l’Inter?

Il contratto del tecnico è ricco di bonus e alcuni di questi fungono da motivazione extra in vista di un tremendo finale di stagione.
L’Inter sta vivendo una stagione intensa, caratterizzata da impegni in tutte le competizioni, cosa che giocoforza fa sì che la fatica si faccia sentire. Le possibilità che i giocatori vadano incontro ad infortuni sono sempre più concrete partita dopo partita; ora si fa i conti con i rientri dei giocatori dalle rispettive nazionali e le condizioni dei tanti acciaccati presenti ad Appiano.
La motivazione che spinge Inzaghi: un contratto che sfida il destino
Simone Inzaghi, come riporta la Gazzetta dello Sport, ha almeno un milione di motivi per puntare al secondo scudetto consecutivo. Questo milione di euro, legato al bonus nel contratto rinnovato l’estate scorsa, non è solo una spinta economica. Il tecnico ha scommesso su sé stesso e sulla squadra, convinto della possibilità di bissare il trionfo del campionato. Nonostante le discussioni iniziali sul rinnovo del contratto e l’ingaggio, Inzaghi ha ottenuto un accordo che lo vede ricevere una base fissa di 6,5 milioni di euro, ma con un potenziale premio ben più ricco. Il ritorno in vetta alla Serie A sarebbe quindi un passo importante per lui, un’impresa che potrebbe rivelarsi storica per la sua carriera e per il club.
Inzaghi punta al secondo scudetto: il traguardo che lo renderà leggenda
Vincere il secondo scudetto consecutivo sarebbe un’impresa che metterebbe Inzaghi tra le leggende dell’Inter. Solo quattro allenatori nella storia del club sono riusciti in questa impresa: Alfredo Foni, Helenio Herrera, Roberto Mancini e José Mourinho. Inzaghi, con un nuovo trionfo, diventerebbe il quinto nella lista, raggiungendo un traguardo che lo renderebbe ancora più importante nella storia nerazzurra. La motivazione non è solo economica, ma soprattutto il desiderio di scrivere il proprio nome nelle pagine più gloriose del club. Con l’obiettivo di arrivare al Triplete come nel 2010, il tecnico ha ancora negli occhi la vittoria contro l’Atalanta, un segnale che il cammino verso la gloria è appena iniziato ma che è anche pieno di insidie.

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