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Marotta: “Lukaku si è comportato come Skriniar, ma questo è il passato, non credo prenderemo Taremi”

Giuseppe Marotta

Il dirigente dell’Inter Beppe Marotta torna sugli adii del belga e dello slovacco trovando più di qualche similitudine.

La Gazzetta dello sport ha intervistato Beppe Marotta che non le ha mandate a dire ai due ex. “È il passato, Lukaku è il passato. Non c’è una componente societaria che ancora pensi a lui. Nessuno, dico nessuno. Poi, da uomo di calcio, sono dinamiche che devi mettere in preventivo, non è mica la prima volta che mi capita…“.

La similitudine

L’esempio è quello di un giocatore che ha fatto finta di voler rinnovare e poi in realtà pensava altro… (Allude a Skriniar, ndr) Ho provato un forte sentimento di delusione. Perché quando un giocatore non rinnova, non va contro la classe dirigenziale o contro il presidente, ma va proprio contro la storia e il valore del club. Ha fatto un torto all’Inter, non alle persone. Avrebbe potuto rinnovare, gli abbiamo proposto tante soluzioni del genere, anche quella di fissare una clausola rescissoria che tutelasse sia lui sia le esigenze dell’Inter. Ma ha sempre detto no“.

Romelu Lukaku-Adam Masina
Romelu Lukaku-Adam Masina

Sull’ipotesi Taremi

Non credo. Però siamo l’Inter e siamo sempre attenti a ogni situazione. E ci tengo a dire una cosa: prima i giocatori erano restii ad accettare l’Inter, adesso in tanti vogliono venire, la scorsa estate abbiamo dovuto dire parecchi no. Thuram, Sommer e Pavard ci hanno scelto, vuol dire che l’Inter è considerata credibile“.

La politica societaria

L’Inter è oggi un modello di sostenibilità. È inammissibile che una proprietà debba continuamente immettere soldi, la famiglia Zhang lo ha fatto per circa 900 milioni di euro. Noi come management abbiamo un vantaggio, la possibilità di lavorare con tranquillità: questo a Zhang va riconosciuto. Ma non c’è un club che oggi possa fare a meno del player trading. Un giocatore di peso all’anno va venduto, questo il tifoso deve capirlo. E più che di perdere un calciatore, deve preoccuparsi che la propria squadra abbia vita perenne, garantendosi il presente e il futuro“.


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